Il verbo amare in Hdi

Quando Lee Bramlett, collaboratore di Wycliffe, incominciò le ricerche della lingua Hdi, popolo del Camerun, era convinto che nella loro cultura, fosse possibile rintracciare qualche caratteristica di Dio. Quale segno aveva lasciato Dio in questa cultura, che potesse esprimere il desiderio divino di voler comunicare con loro? Malgrado la sua ricerca non riuscì a trovare una risposta.

Una notte Dio, in un sogno, lo incitò ad analizzare più a fondo il verbo «amare». Lee e sua moglie Tammi avevano osservato che nella lingua Hdi, il senso dei verbi era generalmente modificato da una delle tre vocali i, a oppure u alla fine della parola. Però, per il verbo amare, venivano usate soltanto le declinazioni dvi e dva. A questo proposito decise di consultare i responsabili del comitato di traduzione, domandando loro:

  • Protreste dvi vostra moglie?
  • Certamente, risposero. Nel senso che è stata amata, ma non più ora.
  • Protreste dva vostra moglie?
  • Certamente, tutto dipende dal suo comportamento. È amata se rimane fedele e accudisce ai bisogni del marito.
  • Protreste dvu vostra moglie?

Tutti si misero a ridere. Certamente no! Questo comporterebbe un’amore persistente, anche se la sua condotta non corrisponde alle aspettative del marito, per esempio non va a prendere l’acqua e non prepara i pasti. Anche in caso di adulterio, il marito dovrebbe continuare ad amarla. Questo è impossibile. Mai si potrebbe dvu una moglie in questo modo.

Lee, riflettendo su Giovanni 3,16 chiese loro: Può Dio dvu noi, esseri umani?

Dopo un lungo silenzio, questi uomini adulti incominciarono a piangere e esclamarono: «sai che cosa significherebbe questo? Che Dio persiste ad amare l’umanità da migliaia di anni, malgrado il continuo rifiuto di ricambiare il suo grande amore. Questo comporterebbe che Dio ha deciso di amarci anche se siamo i più grandi peccatori di tutti i popoli».

Una sola vocale ha cambiato completamente il significato di «ti amo».

L’amore di Dio è senza condizione. Non più «ti amo» (dva) per quello che fai o per quel che sei, ma «ti amo» (dvu) perché sono il Dio dell’amore.

Non soltanto Giovanni 3,16 ma anche Efesini 5,25 hanno dato al popolo Hdi un nuovo incentivo: mariti dvu le vostre mogli, come anche Cristo ha dvu la Chiesa…

Dio aveva già previsto e programmato questo concetto, facilmente comprensibile, nella grammatica della lingua Hdi. Per secoli l’espressione dvu era disponibile, ma non fu mai usata. Quando questo concetto finalmente fu capito e applicato, accadde una rivoluzione nella credenza religiosa Hdi. Conoscendo ora l’essenza dell’amore di Dio, è necessario consultare gli spiriti degli antenati e far ricorso alla magia per ottenere il favore e l’amore di Dio? Certamente no! Molti decisero di abbandonare questa prassi e il numero dei credenti passò da centinaia a migliaia.

(Originale wycliffe.org; traduzione Maria Luisa Becker; foto Rodney Ballard)